Quando decidiamo di intervenire in tenera età, la motivazione non è MAI quella di “mettere i denti dritti”:
infatti un intervento in questo senso avrebbe una importanza limitata, considerando che ci sono ancora molti denti che verranno persi.
Il vero obiettivo dell’intervento dell’Ortodonzia Intercettiva
è invece quello di intervenire sulle BASI OSSEE
(mascella e mandibola) laddove si rilevino importanti alterazioni di forme, posizione e sviluppo, così da consentire una armoniosa e fisiologica crescita facciale del bambino.
Si parla infatti di ORTOPEDIA ORTODONTICA, che è possibile nel bambino proprio perché è ancora in crescita e ha ossa “malleabili” che ci consentono di svolgere correttamente il nostro lavoro, permettendo di scongiurare il rischio di dover ricorrere ad interventi chirurgici correttivi a fine crescita, cosa che diventerebbe certamente necessaria in caso di gravi discrepanze ossee.
Esiste una stretta correlazione e influenza reciproca tra forma e funzione: una volta che esiste una deformazione dento-scheletrica è essa stessa a mantenere e provocare atteggiamenti disfunzionali.
Si viene quindi ad instaurare un circolo vizioso in cui la forma delle arcate e le funzioni (deglutizone, masticazione, fonazione, respirazione) si influenzano reciprocamente.
Per questo è importantissimo intervenire modificando la forma delle arcate e rieducando le funzioni alterate, in collaborazione con logopedisti, otorinolaringoiatri e osteopati.
Analizziamo di quali casi specifici stiamo parlando, così che ciascun genitore possa comprendere bene l’utilità di sottoporre precocemente un bambino ad una cura ortodontica/ortopedica.
Quando è importante intervenire precocemente?
- Problemi legati alla respirazione:
il mascellare superiore ospita i denti, costituisce il tetto della bocca (PALATO), ma forma anche il pavimento delle fosse nasali, determinando quindi la larghezza della cavità dove passa l’aria che respiriamo col naso.
Come si può intervenire?
Gli apparecchi che utilizziamo sono di tipo ortopedico, cioè lavorano sulle ossa, e possono essere mobili oppure fissi, cementati sui dentini.
Gli apparecchi mobili
si utilizzano dai 3 anni in poi e permettono di fare terapia intercettiva in età pediatrica e quindi di prevenire, intercettare precocemente e correggere le deviazioni di crescita dei mascellari.
Sono apparecchi funzionali e ortopedici: agiscono sfruttando le forze naturali sviluppate da labbra, lingua e dai muscoli della masticazione.
Ottimizzano i rapporti tra i denti (anche durante la permuta) e le ossa mascellari in accrescimento, così da ottenere una buona armonia (che spesso si mantiene anche con i denti definitivi) e di guidare e stimolare la crescita delle ossa mascellari nella direzione corretta.
Permettono di trattare:
- morsi aperti
(quella malocclusione in cui, pur stringendo i denti posteriori, permane uno spazio anteriore tra gli incisivi superiori e inferiori)
- morsi inversi gravi
(i denti inferiori chiudono all’esterno rispetto ai denti superiori ovvero la mandibola è avanti rispetto alla mascella)
- contrazione trasversale del mascellare superiore
(il “palato stretto”)
- l’iposviluppo della mandibola
(il bambino appare con i denti superiori in fuori e il mento sfuggente)
- morsi profondi
(quando il bambino sorride a denti stretti i denti superiori coprono completamente o quasi i denti inferiori)
- deficit di spazio per i denti permanenti
Gli apparecchi ortopedici fissi
(cementati sui dentini) si utilizzano dai 6 anni in poi e permettono di imprimere delle vere forze ortopediche, intense e continue, e di risolvere la contrazione del mascellare superiore e i problemi di respirazione o di morso incrociato annessi.
Gli apparecchi ortopedici fissi possono talora essere accompagnati da apparecchi ortodontici fissi, cioè gli apparecchi tradizionali che attraverso una struttura di fili, fasce e piastrine incollate sui denti (brackets), esercitano una pressione costante che permette di spostare i denti verso la posizione corretta.
I brackets vengono posizionati quando sono presenti gli incisivi centrali e laterali permanenti
e abbiamo necessità assoluta di modificare la posizione (denti molto ruotati, denti che occupano lo spazio eruttivo di altri dentini, e altro).
Nel bambino in sostanza, oltre a curare la mal occlusione, possiamo prevenirla o evitare il suo aggravamento.
Come si fa a mantenere i risultati ottenuti?
Per mantenere nel tempo i risultato ottenuti si lavora su diversi fronti:
- utilizzando apparecchi mobili miofunzionali
(trainer) di mantenimento che favoriscano il mantenimento della direzione di crescita desiderata, una volta individuato il pattern di crescita.
- utilizzando contenzioni mobili,
nel caso di incisivi permanenti allineati
- rieducazione delle funzioni:
le mal occlusioni in questa età spesso si accompagnano ad abitudini viziate (come uso del ciuccio e succhiamento del dito), respirazione orale (con problemi di tonsille e adenoidi), deglutizione infantile e quindi il trattamento ortopedico sarà in questi casi accompagnato o seguito da una rieducazione funzionale adeguata
della muscolatura e della lingua, grazie all’ aiuto di professionisti delle diverse branche (logopedista e otorinolaringoiatra).
ORTODONZIA FISSA NEL BAMBINO/ADOLESCENTE
I motivi che ci devono spingere alla cura e alla prevenzione dei disallineamenti dentali sono soprattutto motivi di salute, che poi hanno ovvie ripercussioni sull’estetica.
I denti disallineati provocano:
- difficoltà di igiene e facilitano l’accumulo di placca batterica
- è più facile lo sviluppo di carie e di infiammazioni gengivali (gengive che sanguinano
- problemi ancora più insidiosi in età adulta, quando l’infiammazione gengivale tende ad approfondirsi fino allo sviluppo di malattia parodontale, formazione di tasche, denti che vacillano fino a cadere (frequente in caso di incisivi inferiori molto affollati)
Una occlusione scorretta ha poi ripercussioni importanti su tutto il sistema posturale
e può causare dolori anche ai muscoli di testa, collo e spalle: l’atteggiamento posturale infatti, se viziato da interferenze, è causa di svariati disturbi.
I muscoli dovranno lavorare in maniera scorretta per ribilanciare continuamente uno scompenso che dalla mandibola può ripercuotersi a distanza in forma di dolorose contratture.
Quando è importante intervenire?
In caso di condizioni patologiche presenti in tenera età non trattate sovracitate (cross bite, overjet aumentato ecc), di disallineamento dei denti ed di malocclusione.
Come si può intervenire?
1. ORTODONZIA FISSA
Sono gli apparecchi tradizionali fissi che attraverso una struttura di fili, fasce e piastrine incollate sui denti (brackets), esercitano una pressione costante che permette di muovere i denti verso la posizione corretta.
Permette di ottenere la risoluzione dei problemi di spazio
(come affollamento o presenza di spazio in eccesso), dei problemi di ingranaggio dei denti
(come il morso inverso) e dei rapporti scheletrici, insomma di tutte le disarmonie che non siano state intercettate o risolte precedentemente.
2. APPARECCHI ED AUSILI ORTOPEDICI
Può essere necessario intervenire con apparecchi ortopedici
fissi cementati sui denti in caso di gravi discrepanze scheletriche non trattate precedentemente, di seconde manovre di espansione del mascellare superiore, necessarie nei casi più gravi, o, ancora, in caso di una dimensione verticale ridotta ossia quando i denti di sopra coprono molto i denti di sotto (a volte i denti inferiori arrivano a battere sul palato creando veri e propri traumi).
Per il trattamento della malocclusione spesso è necessaria la collaborazione quotidiana del paziente con l’utilizzo degli elastici intermascellari.
Come mantenere i risultati ottenuti dalla cura ortodontica?
APPARECCHI DI CONTENZIONE O DI MANTENIMENTO
Partiamo da un principio cardine fondamentale: i denti si muovono (grazie a ciò è possibile spostarli nella posizione da noi desiderata) e si muoveranno per tutta la vita; inoltre bisogna considerare che con il passare degli anni i denti tendono ad un affollamento anteriore, a prescindere dalla presenza dei denti del giudizio, e soprattutto nell’arcata inferiore.
Per tale motivo è ASSOLUTAMENTE NECESSARIO, per non rischiare di vanificare l’impegno e la dedizione (sia nostra che vostra) messi nella cura ortodontica e mantenere il risultato raggiunto, utilizzare gli apparecchi di contenzione o di mantenimento che possono essere fissi (splintaggi) o rimovibili, ognuno con i suoi vantaggi e svantaggi specifici.
Gli apparecchi di mantenimento mobili
hanno le seguenti caratteristiche:
- sono degli allineatori trasparenti che vanno portati la notte (solo inizialmente appena tolto l’apparecchio fisso potrebbe essere necessario l’utilizzo di qualche ora durante il giorno)
- sono apparecchi mobili che il paziente mette e toglie agevolmente
- non sono invasivi né ingombranti
- lasciano il palato libero
- una volta rimossi consentono le manovre di igiene orale quotidiana
- hanno lo svantaggio che se il paziente non le usa i denti torneranno storti.
(La durata del mantenimento varia a seconda della situazione di partenza e della tendenza dei denti a spostarsi: normalmente va dai 2 ai 5 anni, ma in alcuni casi può durare anche più a lungo).
Gli apparecchi di mantenimento fissi
(splintaggi) hanno le seguenti caratteristiche:
- sono fissi sui denti (non sono ingombranti come le placchette, è un semplice filo fissato nella parte posteriore dei denti anteriori)
- esplicano la loro azione 24 h su 24
- non sono invasivi né ingombranti durante le funzioni orali quali masticazione, deglutizione, fonazione ecc
- hanno lo svantaggio di non consentire agevolmente una igiene orale corretta (solo uso dello scovolino, non del filo interdentale) e di potersi occasionalmente rompere o staccare
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